Mi piace pensare che…

Esperienze.

Sono in tanti a proporre sistemazioni, lodge, ville, cottage, hotel sul mare e nel cuore della savana, ma sono pochi quelli che considerano importante far vivere questi posti, non solo come “dormitori” più o meno lussuosi, ma come centro di momenti da ricordare e condividere.

Un posto nel mondo, attraverso la mia presenza con i viaggiatori e la costante assistenza sul campo, sia in safari che nei giorni sul mare, offre una serie di piccole attività, semplici e spontanee, per coinvolgervi in qualcosa che ha le sfumature delle sensazioni più belle. Come?

Mi piace pensare che faccia parte di un safari anche un tè o una birra, sorseggiati nel lodge a fine giornata o nel tardo pomeriggio, mentre si gusta il grande viaggio degli elefanti che vanno ad abbeverarsi o la fila di leonesse pronte per la caccia.

Mi piace pensare a quei momenti in cui i nostri contatti nei lodge ci informano che un leopardo sta camminando ai confini della recinzione e i nostri viaggiatori non si perdono questo momento.

Mi piace pensare al fuoco, dopo cena e alle storie che ci si racconta. Che siano di vita “a casa” o di esperienze appena vissute nella giornata. O magari qualche chiarimento e spiegazione su qualcosa che abbiamo visto, sul comportamento di un animale o di qualche uso e tradizione locali.

Mi piace pensare ai momenti di inizio viaggio, che sia in Kenya o in Tanzania & Zanzibar, quando la prima “riunione” per spiegare il viaggio, il percorso e cosa faremo e vedremo, viene fatta come tra amici, davanti ad un caffè o una seconda colazione, in un bar o in uno dei tantissimi locali tipici della zona. Conoscersi, scoprire le vostre necessità ed esigenze, capire come farvi vivere al meglio il viaggio ed ogni dettaglio della vostra esperienza.

Non mi piace pensare alle sere sul mare, dove il più delle volte, qualche tour operator o grande resort, non fa altro che infondervi la paura di uscire, vedere, ballare, bere un drink in qualche posto differente o anche solo interagire con il luogo in cui vi trovate. Certo! “Dovete restare lì e dare profitto al bar ed al ristorante interno…”, ma che cosa riporterete a casa dei posti che non avrete visto e vissuto?

Mi piace pensare invece a uscire insieme, andando a mangiare pesce sulla spiaggia, con il suono delle onde calme che si infrangono sulla battigia. Mi piace pensare ad una birra con tanta musica che fa venire voglia di ballare e divertirsi. Mi piace pensare di farvi scoprire un divanetto che, con noi, guarda la luna, mentre ci raccontiamo dell’escursione marina appena fatta quel giorno.

Mi piace pensare alla gioia vostra e degli abitanti, quando da una chiacchierata improvvisata, nasce un ricordo. Mi piace pensare di non tenervi prigionieri, ma di farvi vivere qualcosa di vero, nella massima sicurezza, ma in modo coinvolgente.

Mi piace pensare alle serate ai cottage o nelle ville sul mare in Kenya o in Tanzania, dove tra un drink e la brezza dell’Oceano Indiano, si condividono momenti, storie e racconti. Mi piace pensare che, del vostro viaggio, non riporterete a casa solo foto, paesaggi, animali e popoli, ma anche la sensazione di avere vissuto un momento unico con chi quel viaggio lo ha organizzato e preparato per voi.

E infine mi piace pensare che sarà bello trasformare il viaggio in un percorso libero, nonostante tappe e spostamenti, pieno di cose che vengono decise anche al momento, tutti insieme, in base ai vostri desideri ed a quello che sentirete man mano.

Mi piace pensare che un lodge, una casa sul mare, un hotel, un villaggio, un albergo immerso nella meraviglia, non diventino una “prigione dorata”, ma un trampolino di lancio verso un mondo che vi attende, vi accoglie e che potrete scoprire in mille sfumature che non trovate nei Cataloghi, ma solo vivendo.

Vivendo. Esperienze.

Daniele

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