Quella volta che 13 leoni avevano iniziato a farsi una bella dormita, proprio attorno al nostro campo tendato libero al Serengeti, dove ero in safari con i nostri viaggiatori. In realtà aspettavano solo che ci allontanassimo per abbeverarsi dallo scolo della cisterna dell’acqua, perché era la stagione secca. Però un giretto di notte tra le tende l’hanno fatto e hanno lasciato le loro impronte, ma senza nessun pericolo per noi.
Quella volta che i bambini della struttura che seguo vicino a Diani Beach, avevano raccolto ciascuno una cosa piccina, tra le poche che avevano per farmi un regalo all’arrivo e tutta la mia farina, i miei giocattoli, le medicine, l’acqua, i materiali scolastici e tutto il resto, non sembravano poi più granché.
Quella volta che con gli ospiti del B&B siamo scesi da Vagliagli verso Siena, perché avevano una gomma sgonfia e li ho accompagnati dal mio gommista per risolvere presto il problema, così che potessero ripartire, ma al ritorno abbiamo dovuto soccorrere un vecchietto che era caduto dal motorino su una strada non asfaltata qui in zona. Alla fine abbiamo riparato gomme e cuori.
Quella volta che abbiamo assistito con i viaggiatori in Kenya ad un funerale degli elefanti. Abbiamo avvistato una carcassa di un’elefantessa anziana e da lontano, lentamente, una lunga fila di “suoi amici” si avvicinava lasciandosi dietro il sole. E poi, ogni giorno, per i tre giorni di safari successivi, tornavano sempre a fare un piccolo cerchio attorno alla defunta e, delicati, così come erano arrivati, se ne andavano via ancora. E noi lì, per tre giorni a passare per assistere a questa commovente magia.
Quella volta che abbiamo fatto l’alba con gli ospiti al B&B e tra bicchieri e buon cibo ci siamo raccontati vita, storie, dolori e gioie ed alla fine ci siamo scoperti non più “clienti/fornitore”, ma come spesso accade qui e anche nei miei viaggi, amici con una storia condivisa e un mondo che ci aspetta.
Quella volta che una lettrice mi ha mandato la foto della dedica che le avevo fatto sul mio libro “La voce degli alberi – Redux” e mi ha scritto: “Quando fai le dediche non conosci probabilmente tutte le persone che comprano il tuo libro, però riesci a sapere le parole giuste per ciascuno. Almeno così è stato per me. Grazie”.
Quella volta che… Torna presto. Vi racconterò, man mano, nel tempo, su questo sito, tra gli articoli, molte “volte che”…
Daniele

