E’ passato molto tempo dalle mie prime foto scattate in Africa. Dai ricordi che mi riporta guardarle ogni volta e dai momenti che hanno preceduto e seguito ogni scatto. Un tempo lungo, ma non infinito. Un tempo che mi ha portato, per varie ragioni e motivi, lontano da quest’acqua, dalla savana, dai bambini così felici di vedermi ogni volta, dai tanti amici e da quel mondo che ho vissuto come “casa” per oltre 11 anni.
Ho vissuto l’Africa (Kenya, Tanzania, Uganda, Sudafrica, Malawi, e altre meraviglie) per molti anni per un lavoro che era ed è rimasto una grande passione. Il turismo, i viaggi, ma con l’idea di rispettare fortemente il territorio, la sua gente e tutto il mondo che la parola “viaggio” comprende.
Ho iniziato a scoprire l’Africa nel 2005 e non ho mai smesso, se non per qualche anno a causa di necessità personali e familiari. Una scoperta che mi ha consentito nel tempo di offrire “esperienze” ai viaggiatori uniche ed emozionanti. E’ da allora che faccio fatica a chiamare “un viaggio” con la parola “viaggio”, ma preferisco “esperienza”.
Ho sempre pensato che per organizzare dei viaggi speciali bisogna iniziare a rimuovere i contrasti che per troppo tempo sono stati usati dai tanti operatori per farsi una guerra di conquista di quote di mercato. Questa battaglia senza quartiere ha creato e generato molta confusione in chi si apprestava a considerare mete e destinazioni lontane, ancora di più in quei paesi su cui si dice molto, ma si conosce davvero poco.
Perché comodità deve per forza fare rima con Resort? O perché resort deve essere in contrasto con la scoperta della vita vera e reale del territorio. Perché personalizzazione deve significare prezzi alle stelle? O ancora, perché il safari deve essere proposto sempre negli stessi posti, magari quelli più vicini alle strutture ricettive, invece di portare le persone a vedere ciò che veramente desiderano? Perché si sono usate come “manipolatorie” le parole distanza, strada, relax o avventura, tenda o resort, sicurezza o popolazione locale?
Quello che intendo è che spesso non si danno informazioni sulla realtà vera di certi posti, né si propongono le soluzioni migliori in rapporto qualità/prezzo e spesso si spingono le persone ignare su come stanno veramente le cose o come funzionano davvero le distanze, solo per portare più persone a fare cose che interessano gli operatori ed i loro conti, invece dei viaggiatori. E così ci sono persone che hanno creduto a “900 € all inclusive” di avere fatto un’esperienza in Africa, quando non è così e magari potevano farne una più vera ed emozionante con qualche centinaio di euro in più. O ancora ci sono persone convinte che uscire la sera per andare a cenare o ballare, sia un’attività pericolosa e portatrice di guai (ovviamente le strutture hanno tutto l’interesse a far consumare e tenere da loro ospiti e soldi!), cosa assolutamente e lontana dal vero. Perché in Tanzania si propone solo il circuito del nord e mai la meraviglia selvaggia del circuito del sud? E perché in Kenya gli italiani vengono portati sempre e solo a Malindi e Watamu (splendide!!!) e non gli viene mai proposta la costa sud, più tranquilla, meno italianizzata e guarda caso la destinazione preferita di mare dai kenyoti stessi? O infine perché sembra che il safari in Kenya sia solo lo Tsavo est (imperdibile confermo, ma…) e non anche per esempio il Masaai Mara, l’Amboseli, Il Samburu, il Lago Nakuru, il Meru e tanti altri.
L’interesse dell’organizzatore non deve mai essere prioritario rispetto a quello del viaggiatore. Mai.
Ecco perché in questa storia che “inizia da lontano” io e “Un posto nel mondo” proponiamo viaggi diversi, per piccoli gruppi, assistendo e seguendo i viaggiatori durante tutte le varie tappe e, non solo condividiamo delle bellissime emozioni, ma riusciamo a consigliare al meglio, dopo aver sentito e valutato le necessità di ciascuno. Non importa che si tratti di una sistemazione in Cottage sulla spiaggia, un lodge, un campo tendato (anche qui, ma chi è che ancora crede che si tratti della tenda di Decathlon montata in savana??!), un resort o una villa con piscina. Sistemazioni, posti e trasferimenti, devono far vivere al miglior prezzo possibile, l’esperienza più sicura possibile, secondo la comodità voluta dall’ospite e senza mai perdersi la meraviglia di conoscere davvero una terra, il suo popolo e la sua natura.
Con “Un posto nel mondo” segnaliamo le differenze, ma facciamo di tutto per eliminare i “contro” e puntare sui “pro”, facendo del rapporto viaggio dedicato/qualità/prezzo, il nostro punto di forza.
E’ una storia che comincia da lontano e sta scrivendo ancora tante, tantissime pagine…
Daniele

